Pinacoteca Ambrosiana


La Pinacoteca Ambrosiana nacque nel 1618 per volontà del cardinale Federico Borromeo, esperto conoscitore d'arte. Il suo era un progetto culturale di ampia portata, comprendente  anche l'istituzione di una biblioteca (la Biblioteca Ambrosiana) e dell'Accademia del Disegno.
Allora la pinacoteca ospitava 172 dipinti ai quali, nel tempo, se ne aggiunsero molti altri, soprattutto per donazione di privati.

La collezione è sita in un palazzo di Fabio Mangone (1611), ampliato più volte fino all'annessione della Chiesa di San Sepolcro.
Oggi la pinacoteca consta di 24 sale.

Collezione Federiciana e dipinti del XV-XVI secolo, comprendente La Sacra Famiglia con Sant'Anna e San Giovannino del Bernardino e l'Adorazione dei Magi di Tiziano. Sono qui esposti altri capolavori assoluti quali il Musico di Leonardo da VInci, la Madonna del Padiglione di Botticelli e l'Adorazione del Bambino del Ghirlandaio. Celeberrima è la Canestra di Frutta del Caravaggio.

L'Ala Galbiati ospita dipinti rinascimentali e una collezioni di oggetti tra i quali le particolarità dei capelli di Lucrezia Borgia e i guanti di Napoleone. Sono presenti dipinti del Cinquecento italiano e veneto tra cui la pala d'altare del Moretto raffigurante il Martirio di San Pietro da Verona. Questa sezione ospita anche la pittura italiana e fiamminga del XVI e XVII secolo e la pittura lombarda del XII secolo.

La Collezione De Pecis e XIX secolo ospita quadri italiani e fiamminghi, tra  i quali l'Autoritratto di Antonio Canova e opere di Appiani, Bianchi, Hayez e Longoni (è presente il suo capolavoro Chiusi fuori scuola). Nella collezione donata da De Pecis nel 1827, compaiono anche dipinti fiamminghi del XV-XVII secolo.

Chiudono due sale, una dedicata alla scultura, con reperti di epoca romana e rinascimentale ospitante i bassorilievi di Agostino Busti (detto "il Bambaia", XVI secolo), e l'ultima, il Museo Settala, una collezione di oggettistica e repertistica, con strumenti scientifici, fossili, libri, arredi, e molto altro ancora.

D'obbligo  citare la Biblioteca Ambrosiana, un gioiello che, fra i suoi innumerevoli tesori, ospita il Codice Atlantico di Leonardo da Vinci: 1119 fogli rilegati in 12 volumi.


Parco Sempione


Uscendo dal Castello Sforzesco dalla Porta del Barco, ci si trova di fronte ai 47 ettari di verde del Parco Sempione. 
Fu realizzato nel 1983 dall'architetto Emilio Alemagna, su una parte del preesistente Barcho, il giardino ducale.

Il parco fu costruito sul tema del giardino all'inglese, con un grande prato centrale circondato da boschetti ed attraversato da viali curvilinei intersecati. 

Al centro del prato è presente un laghetto dal quale si dipartono due corsi d'acqua.
Su uno di questi è posto il Ponte delle Sirenette, che una volta attraversava il Naviglio della Martesana. Questa bellissima e semplice decorazione deve il suo nome alle quattro sirene scolpite in ghisa da dallo Tettamanti.

In mezzo al parco si trova anche la Fontana Metafisica, detta anche Bagni Misteriosi, di De Chirico. C'è anche una collinetta in cima alla quale si erge il Monumento a Napoleone III, opera di Francesco Barzaghi.

Sul lato ovest si trova il Palazzo dell'Arte, che fu costruito da Giovanni Muzio nel 1933. Da allora ospita la sede permanente della Triennale d'Arte Decorativa di Milano, un'esposizione internazionale di alto livello inerente architettura moderna ed allestimenti artistico-industriali. Oltre alla Triennale, vengono organizzate anche diverse iniziative culturali, quali importanti mostre temporanee.
Accanto al palazzo si erge la Torre del Parco, alta 109 m. Fu progettata da Ettore Ferrari, Cesare Chiodi e Giò Ponti nel 1932, ed interamente realizzata con tubi d'acciaio.

In direzione Parigi, Napoleone Bonaparte fece erigere al Comune di Milano l'Arco della Pace, sul modello di quello francese, attraverso il quale Napoleone potesse entrare a Milano in modo solenne. Ma Napoleone non lo varcò, perchè fu terminato più tardi ed inaugurato dall'imperatore Ferdinando I d'Asburgo nel 1838.

Il Parco Sempione ospita anche l'Acquario Civico, istituito nel 1906 ed allestito in una bella costruzione in stile Liberty, le cui facciate sono impreziosite da decorazioni su temi di fauna acquatica come tartarughe, pesci, crostacei ed aragoste. All'ingresso s'impone la statua di Nettuno dello scultore Oreste Balò.
Si tratta di uno degli acquari più antichi del mondo.

Poco distante dall'Acquario Civico si trova la Grande Arena o Stadio Civico, risalente al 1806. Vi si rappresentarono a lungo naumachie (simulazioni di barraglie navali) e corse di bighe. Oggi è sede di manifestazioni di vario genere, anche sportive.




I Navigli


La loro storia...

Nell'antichità, il sistema dei Navigli costituiva una fitta rete concepita per incentivare e favorire i rapporti commerciali, e per favorire la costruzione di grandi opere. Molti materiali pesanti ed ingombranti, destinati alla costruzione del Duomo,  furono trasportati attraverso questi canali.

Queste vie d'acque erano regolate grazie ad un complesso sistema di chiuse, progettato e perfezionato alla fine del Quattrocento da Leonardo da Vinci, con l'ausilio di bacini. Il laghetto di Sant'Eustorgio, rappresentava uno dei maggiori porti fluviali d'Italia, con una lunghezza di 750 metri.

La storia dei navigli è millenaria e risale al XII secolo. Inizialmente furono ideati per favorire l'irrigazione dei terreni, fornire vie di comunicazioni più sicure e agevoli, e per soddisfare la necessità di collegare la città con i valichi alpini e con i laghi.

La rete dei navigli ebbe un impatto decisivo sull'economia di Milano, favorendo un notevole incremento dei rapporti commerciali ed aumentando così il grado di ricchezza della città.

Il primo canale fu inaugurato nel 1179, era il Ticinello, lungo circa 50 km, che congiungeva Abbiategrasso a Landriano. Successivamente venne ampliato per renderlo navigabile e prolungato fino a Milano prendendo il nome di Naviglio Grande

Il Naviglio Martesana fu costruito per volere di Francesco Sforza nel 1465 e collegava Milano al Lago di Como.

Nel 1805 Napoleone fece completare il Naviglio Pavese che collegava la città al Po' e quindi al mare.

...E il loro presente

Tra la fine del XIX secolo e gli inizi del secolo successivo ebbe però luogo un'imponente opera di interramento di questi canali, e venne così cancellato per sempre quel paesaggio rurale e culturale caratterizzato da moli, ponti, chiatte, barconi, intrecci di canali circondati da pioppi che tagliavano le campagne.

Di tutto questo rimasero i tre grandi navigli: Il Naviglio Grande, il Naviglio Pavese e il Naviglio Martesana (un centinaio di metri). E' rimasto anche il laghetto di Sant'Eustorgio, oggi conosciuto come Darsena di Porta Ticinese.

Ma nei cittadini, è rimasto lo "spirito dei Navigli", il romantico slancio a mantenere vive le emozioni e le tradizioni di una Milano antica. 
Il quartiere della "vecchia Milano" rappresenta questo antico cuore che batte ancora, con i suoi ristorantini, le chiatte ormeggiate e le botteghe artigiane, le quali a tutt'oggi si specchiano nelle acque dei Navigli. L'atmosfera è qui rimasta viva ed è molto ricercata sia dai turisti che dai Milanesi. 

Sopravvivono ancora fiorenti due intramontabili tradizioni: la Fiera di Sinigaglia, lungo la Darsena, e la Festa dei Navigli, imperdibile appuntamento per tutta la città.

La Darsena di Porta Ticinese oggi

Dopo aver sperperato una quantità astronomica di denaro pubblico in lunghi, inutili ed infine sospesi lavori per la costruzione di un assurdo parcheggio sotterraneo al posto della Darsena, ora è vivo un dibattito sul destino di quest'ultima. 
Infatti, durante gli inutili lavori, si è creata un'oasi naturale nella Darsena, formata da canneti, salici, fiori, e fauna composta da rane, gallinelle d'acqua, usignoli e libellule. Mantenere e salvaguardare l'oasi naturale spontanea o rimuoverla per ripristinare l'assetto della Darsena com'era precedentemente all'assurdo progetto del parcheggio (non tanto assurdo per chi ha intascato i soldi dei milanesi)?
L'idea è quella del ripristino, ma ancora nulla è deciso.

Il sito www.naviglilombardi.it/ è interamente dedicato ai navigli e illustra tutte le possibilità di escursione e di navigazione turistica.


La Pinacoteca di Brera


La Pinacoteca di Brera è situata all'interno del Palazzo di Brera, edificio di austera bellezza, da sempre ospite di prestigiose iniziative ed istituzioni didattiche, in linea con l'originale destinazione impostata dai Gesuiti con con loro scuola.

Il primo nucleo era costituito principalmente da gessi e disegni, che servivano soprattutto come modelli per gli allievi dell'Accademia delle Belle Arti, che fu istituita nel 1776. In seguito la pinacoteca si arricchì delle opere provenienti da chiese soppresse, sia lombarde che del Regno Italico, diventando così collezione nazionale, annettendo negli anni opere di grandissimo valore, dei più importanti maestri italiani.

Le Sale

La pinacoteca è costituita da sette sezioni poste in ordine cronologico.

Dipinti italiani del XIII-XV secolo, tra cui Uomini in Arme del Bramante, Madonna col Bambino del Lorenzetti e l'Adorazione dei Magi di Stefano da Verona.

Dipinti veneti del XV-XVI secolo, tra i quali il celebre Cristo Morto del Mantegna, caratterizzato dalla spettacolare porspettiva, la Pietà del Bellini, e la Storia della Vergine del Carpaccio. Sono inoltre presenti ritratti e dipinti di Tiziano e Veronese, e Ritrovamento del Corpo di San Marco del TIntoretto.

Dipinti lombardi del XV-XVI secolo, con le opere di Foppa, Bergognone, Ferrari (Martirio di Santa Caterina) e Bramantino (Crocifissione). 

La Collezione Jesi è intercalata a spezzare l'ordine cronologica. Essa infatti ospita lavori italiani datati tra 1910 e il 1940. Tra questi il Ritratto di Mosè Kisling di Modigliani, la Musa Metafisica di Carrà, nature morte di Morandi e sculture di Rosso, Martini e Marini.

Dipinti dell'Italia Centrale del XV-XVI secolo, con la Natività del Correggio, la Pala del Montefeltro di Piero della Francesca, lo Sposalizio della Vergine di Raffaello e il Cristo alla Colonna del Bramante.

Dipinti italiani e fiamminghi del XVII-XVIII secolo, tra i quali la Cena in Emmaus del Caravaggio, il Martirio delle Sante Rufina e Seconda di Cerano, Morazzone e Procaccini, l'Ultima Cena di Rubens e il Ritratto alla sorella di Rembrandt.

Dipinti italiani del XVIII-XIX secolo, con la Madonna del Carmelo di Tiepolo, opere del Pitocchetto, che soleva rappresentare gente umile, vedute del Canaletto, celebri per la limpidezza e per la precisione descrittiva, l'ormai mediatico Il Bacio di Hayez e la Fiumana, inno alla lotta di classe di Pelizza da Volpedo.

Il Palazzo di Brera


Lo splendido, austero Palazzo di Brera, fu eretto dove un tempo sorgeva il Convento degli Umiliati, in seguito passato ai Gesuiti. Questi, giunti nel 1572, istituirono la loro scuola e commissionarono la costruzione del palazzo all'architetto Francesco Maria Richini che iniziò i lavori agli inizi del 1600. Richini morì nel 1658 e la sua opera venne perpetrata dal figlio Gian Domenico e in seguito da Girolamo Quadrio e Pietro Giorgio Rossone.

Il lavoro giunse a compimento nel 1773 e nel 1780 il Piermarini costruì l'elegante e maestoso portale, in perfetta armonia con l'austerità della sua concezione estetica.

Questo palazzo rappresenta il tipico esempio dell'architettura barocca lombarda.

Alcuni consigli per la visita

Dopo aver ammirato il portale del Piermarini, viene spontaneo sostare a lungo nello splendido cortile rettangolare, avvolti dalla sontuosità dei due ordini di colonne binate.
Al centro del cortile si può ammirare il monumento a "Napoleone come Marte  Pacificatore" del Canova. Si tratta di una statua bronzea che ritrae Napoleone nel ruolo del dio romano Marte, con una Vittoria Alata in una mano e un'asta nell'altra. La statua è alta 3,45 m ed è la copia bronzea dell'originale marmoreo, che attualmente di trova all'Apsley House a Londra.

La bellezza severa dello scalone è impreziosita da una serie di monumenti, realizzati per celebrare personaggi illustri legati alla storia del Palazzo di Brera.
Tra questi i monumenti a Cesare Beccaria e a Giuseppe Marini.

Il Palazzo di Brera ha conservato e incentivato nel tempo il suo ruolo nel mondo della cultura e delle istituzioni didattiche. Esso ospita infatti diverse istituzioni fra cui l'Osservatorio Astronomico, l'Orto Botanico, l'Istituto Lombardo di Scienze e Lettere, la Biblioteca e l'Accademia di Belle Arti.

E, naturalmente, ospita una collezione di inestimabile valore, una delle più importanti mostre artistiche del mondo: la Pinacoteca di Brera.

L'ubicazione ufficiale è in via Brera 28 a Milano.
Per informazioni sulle visite il sito ufficiale è www.brera.beniculturali.it.

La Madonnina


La Madonnnina è una statua posta sulla guglia più alta del Duomo di Milano. E' diventata l'amato simbolo della città di Milano al quale si fa spesso riferimento per indicare la città.

La Madonna, posta a 108,50 metri di altezza è stata scolpita dallo scultore Giuseppe Perego e dall'orafo Giuseppe Bini. E' alta 4,16 m ed è in rame rivestita da 3900 lamine d'oro che la fanno risplendere ai raggi del sole. La Vergine è rappresentata con le braccia aperte e lo sguardo rivolto verso il cielo, come a richiamare la benedizione divina sulla città.

L'opera è del 1774 e, prima per tradizione, poi per decreto, non doveva essere superata in altezza da nessun altro edificio di Milano. 

Quando il grattacielo Pirellone raggiunse i 127 metri, per rispetto alla Madonnina ne fu posta una copia sulla sommità. Questa venne successivamente spostata sul Palazzo Lombardia ad un'altezza di 161 m.

Alla Madonnina è intotalata la celebra canzone simbolo di Milano:




 O Mi Bela Madunina


A disen la canzon la nas a Napoli
e certament gh’hànn minga tutt’i tort
Sorriento, Mergellina, tutt’i popoli
i avran cantaa almen on milion de volt.
Mi speri che se offenderà nissun
se parlom on cicin anca de nun.

O mia bela Madonina
che te brillet de lontan
tutta d’ora e piscinina
ti te dominet Milan.
Sotta a ti se viv la vita
se sta mai con i man in man.
Canten tucc: “Lontan de Napoli se moeur”
ma poeù vegnen chì a Milan…

Adess gh’è la canzon de Roma magica,
de Nina er Cupolone e Rugantin.
Se sbatten in del Tever, roba tragica
esageren, me par un cicinin.
Sperem che vegna minga la mania
de mettes a cantà : ” Malano mia! “.

O mia bela Madonina
che te brillet de lontan
tutta d’ora e piscinina
ti te dominet Milan.
Sotta a ti se viv la vita
se sta mai con i man in man.
Canten tucc: “Lontan de Napoli se moeur”
ma poeù vegnen chì a Milan
Si, vegnì senza paura
num ve slongarem la man
tutt el mond a l’è paes, a s’emm d’accord,
ma Milan, l’è on gran Milan!!!

TRADUZIONE:

Dicono che la canzone nasca a Napoli
e certamente non hanno tutti i torti
Sorrento, Mergellina, tutti i popoli
li avranno cantati almeno un milione di volte.
Io spero che non si offenderà nessuno
se parliamo un pochino anche di noi.
O mia bella Madonnina
che brilli da lontano
tutta d’oro e piccolina
tu domini Milano.
Sotto di te si vive la vita
non si sta con le mani in mano.
Cantano tutti :”Lontano da Napoli si muore”
Ma poi vengono a Milano.
Adesso c’è la canzone di Roma magica,
Di Nina, il Cupolone e Rugantino.
Si buttano nel Tevere, cosa tragica
esagerano, mi pare un pochino.
Speriamo che non venga la mania
di mettersi a cantare: ” Malamo mia!”
O mia bella Madonnina
che brilli da lontano
tutta d’oro e piccolina
tu domini Milano.
Sotto di te si vive la vita
non si sta con le mani in mano.
Cantano tutti: ” Lontano da Napoli si muore”
ma poi vengono a Milano.
Si, venite senza paura
noi vi daremo una mano
tutto il mondo è paese, siamo d’accordo
ma Milano è una grande Milano!!!




La Basilica di Sant'Ambrogio


La Basilica di Sant'Ambrogio è una delle chiese più antiche di Milano. Il primo nucleo fu costruito nel 379 sull'area del cimitero cristiano (Cimitero ad Martyres), fuori dalla Porta Vercellina. Nel 386 venne consacrata dal Vescovo Ambrogio destinato poi a diventare il patrono di Milano. Ambrogio morì nel 397 e fu sepolto in una cripta accanto a San Gervasio e San Protasio, ai quali era intitolata fino a quel momento la Basilica Martyrum, che a sua volta prendeva il nome dal cimitero sul quale era sorta. Nell'VIII secolo, i Benedettini edificarono il loro convento proprio a fianco della basilica. Nell'859 fu terminato il campanile di destra che deve il suo nome proprio alla collocazione dei Bendettini: Campanile dei Monaci. 
Nel X secolo, la città si era ingrandita e i fedeli erano aumentati, perciò fu necessario intraprendere lavori di adeguamento e di ristrutturazione. In particolare i lavori riguardarono l'atrio e l'abside che venne ingrandito. Inoltre nel 1144 vide la luce anche il campanile di sinistra chiamato Campanile dei Canonici.

Nel 1400, il Cardinale Ascanio Sforza, incaricò Donato Bramante di intervenire con degli abbellimenti, così vennero realizzati i chiostri e il Portico della Canonica. Questo però fu interrotto quando era stato completato solo il lato adiacente alla basilica, l'altro lato venne realizzato dall'architetto Ferdinando Reggiori, perfettamente armonizzato con lo stile del Bramante. Tale interventi erano inserito in un contesto di un ampio progetto di restauro.

Alcuni consigli per la visita

La chiesa si trova ad un livello più basso rispetto al pavimento della piazza. Tale posizione suggerisce quasi che la chiesa stessa, di sua volontà, mostrasse la sua bellezza e la sua eleganza con una sorta di sobria umiltà e pudore, che ben si lega  con il culto che rappresenta.

L'atrio è del XII secolo, a portico rettangolare, con pilastri che reggono capitelli magnificamente scolpiti a varie figure richiamanti piante, animali e uomini. Le pareti ospitano una serie di bassorilievi, iscrizioni e laidi tombali. Si trova qui il Sarcofago dell'Arcivescovo Ansperto.

In fondo alla navata destra vi è una cancellata settecentesca, dalla quale si accede al Sacello di San Vittore in Ciel d'Oro (IV secolo) realizzato proprio dove un tempo si trovava il Cimitero ad Martyres (qui si trovano le spoglie di San Vittore). Si tratta di una stanza quadrata con un cupola impreziosita da mosaici. E' presente l'Altare d'Oro, preziosissimo, stupendo manufatto di oreficeria risalente al IX secolo, sovrastato dal maestoso ciborio, poggiante su quattro colonne di porfido.

Dalla porta della canonica si accede al Museo della Basilica dove sono conservati e valorizzati  reperti e tesori artistici, testimoni dalla lunga storia di questa antica chiesa.

Per informazioni sulle visite e sugli orari di culto il sito ufficiale è: http://www.basilicasantambrogio.it/

Camera Nazionale della Moda Italiana




La Camera Nazionale della Moda Italiana fu fondata a Roma nel 1958 come Camera Sindacale della Moda Italiana, denomimazione mutata in quella attuale nel 1962. Oggi la sede è a Milano in via Gerolamo Morone, 6.

E' l'associazione italiana più importante del settore, che si occupa della promozione e dello sviluppo della moda italiana sotto i profili culturale, commerciale ed artistico.

Organizza importantissimi eventi periodici (annuali), di portata mondiale, ai massimi livelli:

Milano Moda Uomo

Si svolge verso la metà di gennaio (collezione autunno/inverno) e nella seconda metà di giugno (collezione primavera/estate) e dura circa 4 giorni.

Milano Moda donna

Si svolge verso la fine di settembre (collezione primavera/estate) e fine febbraio (collezione autunno/inverno) e dura una settimana.

Milano Moda showroom  (confluirà in Milano Moda Main)

A cavallo fra febbraio-gennaio e giugno luglio, ha una durata di circa 20 giorni.

Milano Moda Pre-Collezioni (confluirà in Milano Moda Main)

Maggio-giugno (circa 30 giorni) per le Pre-Collezioni S/S, novembre-dicembre per le Pre-Collezioni Fall.

Milano Moda Main

Nuova iniziativa che vedrà la luce dal 2013.
Con tutta probabilità manterrà la periodicità di Milano Moda showroom e Milano Moda Pre-Collezioni  che assemblerà in una sola manifestazione

Milano Moda Design

Una settimana verso la metà di aprile

Tutte le informazioni sul sito ufficiale: http://www.cameramoda.it/

Il Cenacolo Vinciano


Il refettorio che ospita il grande capolavoro di Leonardo da Vinci, l'Ultima cena, si trova adiacente alla Chiesa di Santa Maria delle Grazie, in piazza Santa Maria delle Grazie, 2.
L'opera, commissionata da Ludovico il Moro, fu iniziata dal grande maestro nel 1494 e portata a termine nel 1497, dopo una lunga (come per lui consuetudine) gestazione. Leonardo osservò diverse pause durante il compimento dell'opera. In questi periodi egli affrontava lunghe riflessioni, dove i significati spirituali e religiosi (secondo alcuni anche esoterici) incontravano e sposavano gli aspetti squisitamente tecnici.

Leonardo diede all'affresco (su una parete corta, quella nord) una prospettiva tale da dare un senso di maggiore profondità al refettorio, come se questo continuasse oltre la parete.

L'Ultima Cena vuole immortalare l'attimo in cui Gesù annuncia l'imminente tradimento di uno dei discepoli. Leonardo "fotografa" il diffondersi del concitamento, a tale notizia, raggruppando i discepoli a gruppi di tre, come disordinati, ma al tempo stesso simmetrici, agitati conciliaboli. 
Un ruolo importante, in questo senso, è affidato alle movimentata disposizione delle mani, definite spesso dai critici come "parlanti".

Gesù è rappresentato in contrasto con tutto ciò, egli appare infatti sereno, e Leonardo riesce ad imprimere nelle sue labbra quella particolare postura di chi appare abbia appena finito di parlare. 

La figura di Giovanni Battista appare molto dolce, con lineamenti decisamente femminei. Questo è uno degli aspetti, assieme ad altri, che già fin da quei tempi, contribuirono a gettare qualche sospetto di esoterismo o di eresia su Leonardo da VInci, che secondo alcuni volle celare nel dipinto simboli contrastanti con la fede vangelica.

L'opera fu realizzata in tempera mescolata ad olio, poiché più adatta alle sue lunghe riflessioni. Infatti la classica tempera a fresco (usata per gli affreschi) era adatta a stesure veloci da completare prima che l'intonaco asciugasse. La tecnica di Leonardo era nuova e rischiosa ed infatti l'umidità della parete (nord) cominciò a causare il distacco dell'oleosa pellicola pittorica, tanto che già nel 1550 il dipinto pareva irrimediabilmente perduto.

Dal 1726 si sono susseguiti i restauri, spesso controproducenti, fini all'ultimo del 1999 con l'eliminazione di tutte le successive ridipinture, in modo da restituire l'autenticità dell'opera.

la parete opposta del refettorio, quella sud, ospita la Crocifissione del Montorfano, commissionata dai Domenicani, dove Maria Maddalena abbraccia la croce, mentre i soldati giocano a dadi. Leonardo aveva qui realizzato i ritratti di Ludovico il Moro, Beatrice e i figli, ma di questi rimane ormai ben poco di intelleggibile.


Per informazioni dettagliate sulle modalità di visita, il sito ufficiale è: http://www.architettonicimilano.lombardia.beniculturali.it/

Chiesa di Santa Maria delle Grazie


La Chiesa di Santa Maria delle Grazie, celebre per il refettorio adiacente, che ospita il Cenacolo di Leonardo da Vinci, fu iniziata nel 1463 da Guiniforte Solari su commissione dei Domenicani.
Terminata nel 1490, sorse su una una preesistente piccola cappella dove i fedeli già veneravano un affresco della Madonna delle Grazie, che è rimasta integrata nella Basilica.

Un paio di anni dopo Ludovico il Moro decise di farne il Mausoleo di famiglia e fece apportare delle modifiche dal Bramante. Egli abbattè la parte absidale e costruì una tribuna rinascimentale.

Nel 1500 cadde il Moro e i Domenicani continuarono la loro opera di abbellimento della chiesa, che nel '600 fu sottoposta ad una serie di decorazioni sotto la volontà del qui trasferito Tribunale dell'Inquisizione.

I restauri moderni furono iniziati nel XIX secolo e attualmente nella Basilica hanno regolarmente luogo le funzioni liturgiche. i turisti possono accedere al di fuori degli orari delle celebrazioni religiose.

Alcuni consigli per la visita

La facciata esterna del Solari è ampia, in cotto, il portale è del Bramante ed è sovrastato da un protiro che in origine ospitava un dipinto di Leonardo da VInci.

L'interno è lungo 63 metri e largo 30 per un altezza massima di 14,40.

Entrando si nota subito la differenza fra l'architettura originaria del Solari, più vicina allo stile gotico lombardo, e quella della tribuna del Bramante nella parte absidale, ampia e luminosa, che conferisce una vitalità sobria e religiosamente sovrannaturale.



Le navate solariane sono fittamente decorate da ButinoneMontorfano ed altri artisti di scuola lombarda. 

Le fiancate ospitano le sei cappelle laterali, tra cui l'originaria Cappella della Madonna delle Grazie. In una di queste è presente la Crocifissione di Giovanni Demio del 1542. In una cappella è ospitata anche un preziosa reliquia, un frammento del mantello di Santa Caterina da Siena.

Da una porta a destra della tribuna bramantesca, si accede al Chiostrino delle Rane, sempre del Bramante, che prende il nome dalle rane scolpite che immettono acqua nella vasca della fontana. Dal chiostro si procede nella Sacrestia Vecchia, che ospita una serie di armadi dipinti, uno dei quali celante un passaggio segreto che introduceva ad un percorso sotterraneo che conduceva al castello, residenza di Ludovico il Moro.

Il refettorio adiacente ospita il Cenacolo di Leonardo da VInci, la cui visita però avviene su prenotazione.

Nel sito ufficiale si possono reperire informazioni dettagliate per visitare la Chiesa, nonché un tour virtuale:

www.grazieop.it

Milano Moda Uomo: Autunno/Inverno 2013/2014





Milano Moda Uomo è una manifestazione organizzata dalla Camera Nazionale della Moda Italiana e avrà luogo dal 12 al 15 gennaio 2013.

Assieme a Milano Moda Donna rappresenta un appuntamento imprescindibile della moda. Offre le novita del prèt-à-porter per uomo con la partecipazione delle più prestigiose, consolidate ed emergenti, maison della Moda Italiana.

E' una manifestazione che rinnova ogni anno il proprio successo, capace di ospitare più di 100 sfilate e presentazioni. Saranno presenti anche quest'anno 1000 giornalisti internazionali e 10.000 buyers.

E' il primo dei due eventi annuali (il secondo si svolge a giugno) ed è dedicato alla Collezione Autunno/Inverno).

Le filate e gli eventi connessi hanno luogo nelle diverse e suggestive strutture che si dipanano da Piazza Mercanti fino al Castello Sforzesco.

Nel sito ufficiale si possono reperire aggiornamenti in divenire sul programma e tutte le informazioni necessarie per gli accrediti buyer.

www.cameramoda.it


Il Castello Sforzesco


Il nucleo originario del Castello Sforzesco fu completato tra il 1368 e il 1370 per volontà di Galeazzo II Visconti. Aveva pianta quadrata di 180 m per lato con quattro torri angolari. Era adibito a funzioni di difesa ed il primo a renderlo anche residenza fu FIlippo Maria.
Nel 1447 Filippo Maria Morì e i Milanesi proclamarono la Repubblica Ambrosiana e rasero al suolo il castello, simbolo del potere visconteo.
Nel 1450 divenne Signore di Milano Federico Sforza, genero di Filippo Maria, fece ricostruire il fortilizio basandosi sulle precedenti fondamenta. Le torri, furono progettate da Batolomeo Gadio, mentre la torre d'ingresso prende il nome dell'architetto FIlarete (torre del Filarete).
Fu soprattutto grazie a Ludovico il Moro, che il castello divenne una delle corti più sfarzose del rinascimento, grazie agli interventi del Bramante e di Leonardo da Vinci. Notevoli gli splendidi affreschi della Sala delle Asse.
Successivamente, con le dominazioni francesi, spagnole e autriache, saccheggi e devastazioni, per il castello iniziò un inesorabile declino, tornando ad essere una roccaforte militare fine a sè stessa.
Dopo l'Unità d'Italia, la Città di Milano acquistò il castello, il quale si salvò dall'abbattimento grazie all'opera di Luca Beltrami che lo restaurò nel 1893. Da questa data fu adibito a museo.


Alcuni consigli per la visita

Della quattro torri, le due della facciata sono più alte e di forma tondeggiante, quella d'ingresso, ricostruita col nome di Torre Bona nel 1905, sul modello della Filarete, crollata nel 1521.

Nella Torre Castellana (quadrata di destra), è presente un affresco del Bramante che rappresenta Argo. In questa torre, e precisamente nella Sala del Tesoro, Ludovico il Moro custodiva le sue ricchezze.

La Sala delle Asse, che si trova invece nella torre Falconiera (quadrata di sinistra), ospita un affresco di Leonardo da Vinci che simula uno spazio aperto.

Nell'angolo della torre Castellana è ricavata la Rocchetta, ultimo baluardo difensivo in caso di assedio, con un cortile protetto da mura e circondato da tre porticati. Nelle stanze sovrastanti sono ospitati i 12 Arazzi Trivuglio del Bramantino che raffigurano i mesi e i segni zodiacali.

In modo analogo, nell'angolo della torre Falconiera è stata ricavata la Corte Ducale, qui sono presenti la Cappella Ducale dove si può ammirare la decorazione ad affresco del 1472 di Federico de Fedeli e Bonifacio Bembo: la Resurrezione, nella volta, e l'Annunciazione, a sinistra dell'ingresso.
E' qui ospitata anche la Pietà Rondanini, l'ultima opera di Michelangelo più volte modificata da lui stesso.

All'esterno, sul alto sinistro sono presenti i resti del Rivelino di Porta Vercellina, una fortificazione che proteggeva la porta di Santo Spirito.

Il Castello Sforzesco ospita, nelle sue sale, anche i Civici Musei: il Museo d'Arte Antica, il Museo dei Mobili, la Raccolta di Sculture, la Pinacoteca e la Raccolta di Arte Applicata.


Informazioni dettagliate ed aggiornate si possono trovare sul sito ufficiale:

www.milanocastello.it


Teatro alla Scala


Foto tratta da blogteatro.it


Il Teatro alla Scala è un celeberrimo teatro milanese particolarmente incentrato sull'opera lirica. E' uno dei teatri più famosi al mondo e senz'altro il primo in Italia in quanto a qualità delle produzioni.
Questo teatro ha infatti da sempre ospitato i più grandi artisti del momento, dai cantanti ai direttori, passando da registi, musicisti senza tralasciare corpi di ballo e interpreti vari. Dentro ed intorno ai suoi spazi da sempre s'intrecciano storie di vita false e reali, sul palco, sui palchi, sulle vie e piazze circostanti, dalle quinte ai locali notturni, pronti ad ospitare le appassionate vicende amorose del dopo-recita, di pubblico, artisti e della città stessa, comunque sia, inesorabilmente coinvolta.

Si affaccia in Piazza della Scala, laddove un tempo sorgeva la Chiesa di Santa Maria alla Scala, da cui il nome del teatro. La chiesa fu abbattuta per far posto al teatro dopo che andò distrutto da un incendio il Teatro Ducale.
L'imperatrice Maria Teresa d'Austria incaricò l'architetto Giuseppe Piermarini il cui progetto si concretizzò nell'inaugurazione del 3 agosto 1778 con "L'Europa riconosciuta" di Salieri.
L'esterno è caratterizzato da uno stile neoclassico, dai modi sobri e misurati che ben si conciliano con la piazza. Gli interni sono sfarzosi e perfettamente rispecchianti lo stile e le tipologie del teatro all'italiana.


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Nel corso della sua storia subì diverse modifiche ed arrangiamenti, fino al 1943 quando la popolazione civile di Milano, così come quella di altre città italiane ed europee, fu devastata dal vigliacco attacco aereo perpetrato dalla vile marmaglia di soldati tedeschi. Il teatro, distrutto, venne però ricostruito velocemente e nuovamente inaugurato l'11 maggio 1946 con un concerto di Arturo Toscanini.
Nel 1955 viene affiancata al teatro principale un'unità di dimensioni ridotte, la Piccola Scala, riservato a recite dotate di minore allestimento scenico.
Tra il 2002 e il 2004, il teatro venne sottoposto ad una radicale opera di ristrutturazione e momentaneamente le sue produzioni furono accolte dal Teatro degli Arcimboldi. In particolare, il restauro dei palchi ha portato al recupero di velluti e passamanerie e alla riscoperta degli originari pavimenti in cotto, mentre ex -novo è la nuova pavimentazione in legno del teatro basata su concetti all'avanguardia soprattutto in relazione all'acustica della sala così come già sperimentato nel Teatro Liceu di Barcellona.
Per il resto il restauro è stato di tipo conservativo ma senza tralasciare elementi di modernità, come i dipslay, di cui ogni poltrona è stata dotata, grazie ai quali è possibile seguire il testo dell'opera lirica rappresentata.
Il palcoscenico è ora uno dei più grandi d'italia, la torre scenica misura 35 metri in lunghezza, 18 in profondità e 38 in altezza.
Vi è una nuova struttura dedicata ad uffici, camerini e sale prova chiamata "Ellissi" che s'innalza per cinque piani accanto alla torre.
Paisiello, Cimarosa, Rossini, Donizetti, Strauss, Verdi, Bellini, Puccini, Wagner, giusto per citare alcuni grandi compositori le cui prime, nel corso della storia, hanno consacrato il Teatro alla Scala grazie alle interpretazioni dei migliori artisti del momento.

Nel 1813 fu istituita la Scuola di Ballo e nel 1946 la Scuola di Perfezionamento per cantanti. Oggi il teatro vanta l'Accademia d'Arti e Mestieri dello Spettacolo.

Dal 1913 ospita il Museo Teatrale della Scala, annesso al ridotto. Fondato sull'acquisto delle collezioni dell'antiquario parigino Jules Sambon: oggetti, documenti, partiture, cartelloni, scenografie, strumenti, quadri, ritratti, e una biblioteca specialistica. Vi è un'intera sezione dedicata a Giuseppe Verdi.

Nel sito ufficiale di facile consultazione http://www.teatroallascala.org potete trovare tutte le informazioni relative agli spettacoli. Vi è anche una pagina dedicata al museo e alle visite sia al teatro che al museo stesso.