Camera Nazionale della Moda Italiana




La Camera Nazionale della Moda Italiana fu fondata a Roma nel 1958 come Camera Sindacale della Moda Italiana, denomimazione mutata in quella attuale nel 1962. Oggi la sede è a Milano in via Gerolamo Morone, 6.

E' l'associazione italiana più importante del settore, che si occupa della promozione e dello sviluppo della moda italiana sotto i profili culturale, commerciale ed artistico.

Organizza importantissimi eventi periodici (annuali), di portata mondiale, ai massimi livelli:

Milano Moda Uomo

Si svolge verso la metà di gennaio (collezione autunno/inverno) e nella seconda metà di giugno (collezione primavera/estate) e dura circa 4 giorni.

Milano Moda donna

Si svolge verso la fine di settembre (collezione primavera/estate) e fine febbraio (collezione autunno/inverno) e dura una settimana.

Milano Moda showroom  (confluirà in Milano Moda Main)

A cavallo fra febbraio-gennaio e giugno luglio, ha una durata di circa 20 giorni.

Milano Moda Pre-Collezioni (confluirà in Milano Moda Main)

Maggio-giugno (circa 30 giorni) per le Pre-Collezioni S/S, novembre-dicembre per le Pre-Collezioni Fall.

Milano Moda Main

Nuova iniziativa che vedrà la luce dal 2013.
Con tutta probabilità manterrà la periodicità di Milano Moda showroom e Milano Moda Pre-Collezioni  che assemblerà in una sola manifestazione

Milano Moda Design

Una settimana verso la metà di aprile

Tutte le informazioni sul sito ufficiale: http://www.cameramoda.it/

Il Cenacolo Vinciano


Il refettorio che ospita il grande capolavoro di Leonardo da Vinci, l'Ultima cena, si trova adiacente alla Chiesa di Santa Maria delle Grazie, in piazza Santa Maria delle Grazie, 2.
L'opera, commissionata da Ludovico il Moro, fu iniziata dal grande maestro nel 1494 e portata a termine nel 1497, dopo una lunga (come per lui consuetudine) gestazione. Leonardo osservò diverse pause durante il compimento dell'opera. In questi periodi egli affrontava lunghe riflessioni, dove i significati spirituali e religiosi (secondo alcuni anche esoterici) incontravano e sposavano gli aspetti squisitamente tecnici.

Leonardo diede all'affresco (su una parete corta, quella nord) una prospettiva tale da dare un senso di maggiore profondità al refettorio, come se questo continuasse oltre la parete.

L'Ultima Cena vuole immortalare l'attimo in cui Gesù annuncia l'imminente tradimento di uno dei discepoli. Leonardo "fotografa" il diffondersi del concitamento, a tale notizia, raggruppando i discepoli a gruppi di tre, come disordinati, ma al tempo stesso simmetrici, agitati conciliaboli. 
Un ruolo importante, in questo senso, è affidato alle movimentata disposizione delle mani, definite spesso dai critici come "parlanti".

Gesù è rappresentato in contrasto con tutto ciò, egli appare infatti sereno, e Leonardo riesce ad imprimere nelle sue labbra quella particolare postura di chi appare abbia appena finito di parlare. 

La figura di Giovanni Battista appare molto dolce, con lineamenti decisamente femminei. Questo è uno degli aspetti, assieme ad altri, che già fin da quei tempi, contribuirono a gettare qualche sospetto di esoterismo o di eresia su Leonardo da VInci, che secondo alcuni volle celare nel dipinto simboli contrastanti con la fede vangelica.

L'opera fu realizzata in tempera mescolata ad olio, poiché più adatta alle sue lunghe riflessioni. Infatti la classica tempera a fresco (usata per gli affreschi) era adatta a stesure veloci da completare prima che l'intonaco asciugasse. La tecnica di Leonardo era nuova e rischiosa ed infatti l'umidità della parete (nord) cominciò a causare il distacco dell'oleosa pellicola pittorica, tanto che già nel 1550 il dipinto pareva irrimediabilmente perduto.

Dal 1726 si sono susseguiti i restauri, spesso controproducenti, fini all'ultimo del 1999 con l'eliminazione di tutte le successive ridipinture, in modo da restituire l'autenticità dell'opera.

la parete opposta del refettorio, quella sud, ospita la Crocifissione del Montorfano, commissionata dai Domenicani, dove Maria Maddalena abbraccia la croce, mentre i soldati giocano a dadi. Leonardo aveva qui realizzato i ritratti di Ludovico il Moro, Beatrice e i figli, ma di questi rimane ormai ben poco di intelleggibile.


Per informazioni dettagliate sulle modalità di visita, il sito ufficiale è: http://www.architettonicimilano.lombardia.beniculturali.it/

Chiesa di Santa Maria delle Grazie


La Chiesa di Santa Maria delle Grazie, celebre per il refettorio adiacente, che ospita il Cenacolo di Leonardo da Vinci, fu iniziata nel 1463 da Guiniforte Solari su commissione dei Domenicani.
Terminata nel 1490, sorse su una una preesistente piccola cappella dove i fedeli già veneravano un affresco della Madonna delle Grazie, che è rimasta integrata nella Basilica.

Un paio di anni dopo Ludovico il Moro decise di farne il Mausoleo di famiglia e fece apportare delle modifiche dal Bramante. Egli abbattè la parte absidale e costruì una tribuna rinascimentale.

Nel 1500 cadde il Moro e i Domenicani continuarono la loro opera di abbellimento della chiesa, che nel '600 fu sottoposta ad una serie di decorazioni sotto la volontà del qui trasferito Tribunale dell'Inquisizione.

I restauri moderni furono iniziati nel XIX secolo e attualmente nella Basilica hanno regolarmente luogo le funzioni liturgiche. i turisti possono accedere al di fuori degli orari delle celebrazioni religiose.

Alcuni consigli per la visita

La facciata esterna del Solari è ampia, in cotto, il portale è del Bramante ed è sovrastato da un protiro che in origine ospitava un dipinto di Leonardo da VInci.

L'interno è lungo 63 metri e largo 30 per un altezza massima di 14,40.

Entrando si nota subito la differenza fra l'architettura originaria del Solari, più vicina allo stile gotico lombardo, e quella della tribuna del Bramante nella parte absidale, ampia e luminosa, che conferisce una vitalità sobria e religiosamente sovrannaturale.



Le navate solariane sono fittamente decorate da ButinoneMontorfano ed altri artisti di scuola lombarda. 

Le fiancate ospitano le sei cappelle laterali, tra cui l'originaria Cappella della Madonna delle Grazie. In una di queste è presente la Crocifissione di Giovanni Demio del 1542. In una cappella è ospitata anche un preziosa reliquia, un frammento del mantello di Santa Caterina da Siena.

Da una porta a destra della tribuna bramantesca, si accede al Chiostrino delle Rane, sempre del Bramante, che prende il nome dalle rane scolpite che immettono acqua nella vasca della fontana. Dal chiostro si procede nella Sacrestia Vecchia, che ospita una serie di armadi dipinti, uno dei quali celante un passaggio segreto che introduceva ad un percorso sotterraneo che conduceva al castello, residenza di Ludovico il Moro.

Il refettorio adiacente ospita il Cenacolo di Leonardo da VInci, la cui visita però avviene su prenotazione.

Nel sito ufficiale si possono reperire informazioni dettagliate per visitare la Chiesa, nonché un tour virtuale:

www.grazieop.it

Milano Moda Uomo: Autunno/Inverno 2013/2014





Milano Moda Uomo è una manifestazione organizzata dalla Camera Nazionale della Moda Italiana e avrà luogo dal 12 al 15 gennaio 2013.

Assieme a Milano Moda Donna rappresenta un appuntamento imprescindibile della moda. Offre le novita del prèt-à-porter per uomo con la partecipazione delle più prestigiose, consolidate ed emergenti, maison della Moda Italiana.

E' una manifestazione che rinnova ogni anno il proprio successo, capace di ospitare più di 100 sfilate e presentazioni. Saranno presenti anche quest'anno 1000 giornalisti internazionali e 10.000 buyers.

E' il primo dei due eventi annuali (il secondo si svolge a giugno) ed è dedicato alla Collezione Autunno/Inverno).

Le filate e gli eventi connessi hanno luogo nelle diverse e suggestive strutture che si dipanano da Piazza Mercanti fino al Castello Sforzesco.

Nel sito ufficiale si possono reperire aggiornamenti in divenire sul programma e tutte le informazioni necessarie per gli accrediti buyer.

www.cameramoda.it


Il Castello Sforzesco


Il nucleo originario del Castello Sforzesco fu completato tra il 1368 e il 1370 per volontà di Galeazzo II Visconti. Aveva pianta quadrata di 180 m per lato con quattro torri angolari. Era adibito a funzioni di difesa ed il primo a renderlo anche residenza fu FIlippo Maria.
Nel 1447 Filippo Maria Morì e i Milanesi proclamarono la Repubblica Ambrosiana e rasero al suolo il castello, simbolo del potere visconteo.
Nel 1450 divenne Signore di Milano Federico Sforza, genero di Filippo Maria, fece ricostruire il fortilizio basandosi sulle precedenti fondamenta. Le torri, furono progettate da Batolomeo Gadio, mentre la torre d'ingresso prende il nome dell'architetto FIlarete (torre del Filarete).
Fu soprattutto grazie a Ludovico il Moro, che il castello divenne una delle corti più sfarzose del rinascimento, grazie agli interventi del Bramante e di Leonardo da Vinci. Notevoli gli splendidi affreschi della Sala delle Asse.
Successivamente, con le dominazioni francesi, spagnole e autriache, saccheggi e devastazioni, per il castello iniziò un inesorabile declino, tornando ad essere una roccaforte militare fine a sè stessa.
Dopo l'Unità d'Italia, la Città di Milano acquistò il castello, il quale si salvò dall'abbattimento grazie all'opera di Luca Beltrami che lo restaurò nel 1893. Da questa data fu adibito a museo.


Alcuni consigli per la visita

Della quattro torri, le due della facciata sono più alte e di forma tondeggiante, quella d'ingresso, ricostruita col nome di Torre Bona nel 1905, sul modello della Filarete, crollata nel 1521.

Nella Torre Castellana (quadrata di destra), è presente un affresco del Bramante che rappresenta Argo. In questa torre, e precisamente nella Sala del Tesoro, Ludovico il Moro custodiva le sue ricchezze.

La Sala delle Asse, che si trova invece nella torre Falconiera (quadrata di sinistra), ospita un affresco di Leonardo da Vinci che simula uno spazio aperto.

Nell'angolo della torre Castellana è ricavata la Rocchetta, ultimo baluardo difensivo in caso di assedio, con un cortile protetto da mura e circondato da tre porticati. Nelle stanze sovrastanti sono ospitati i 12 Arazzi Trivuglio del Bramantino che raffigurano i mesi e i segni zodiacali.

In modo analogo, nell'angolo della torre Falconiera è stata ricavata la Corte Ducale, qui sono presenti la Cappella Ducale dove si può ammirare la decorazione ad affresco del 1472 di Federico de Fedeli e Bonifacio Bembo: la Resurrezione, nella volta, e l'Annunciazione, a sinistra dell'ingresso.
E' qui ospitata anche la Pietà Rondanini, l'ultima opera di Michelangelo più volte modificata da lui stesso.

All'esterno, sul alto sinistro sono presenti i resti del Rivelino di Porta Vercellina, una fortificazione che proteggeva la porta di Santo Spirito.

Il Castello Sforzesco ospita, nelle sue sale, anche i Civici Musei: il Museo d'Arte Antica, il Museo dei Mobili, la Raccolta di Sculture, la Pinacoteca e la Raccolta di Arte Applicata.


Informazioni dettagliate ed aggiornate si possono trovare sul sito ufficiale:

www.milanocastello.it


Teatro alla Scala


Foto tratta da blogteatro.it


Il Teatro alla Scala è un celeberrimo teatro milanese particolarmente incentrato sull'opera lirica. E' uno dei teatri più famosi al mondo e senz'altro il primo in Italia in quanto a qualità delle produzioni.
Questo teatro ha infatti da sempre ospitato i più grandi artisti del momento, dai cantanti ai direttori, passando da registi, musicisti senza tralasciare corpi di ballo e interpreti vari. Dentro ed intorno ai suoi spazi da sempre s'intrecciano storie di vita false e reali, sul palco, sui palchi, sulle vie e piazze circostanti, dalle quinte ai locali notturni, pronti ad ospitare le appassionate vicende amorose del dopo-recita, di pubblico, artisti e della città stessa, comunque sia, inesorabilmente coinvolta.

Si affaccia in Piazza della Scala, laddove un tempo sorgeva la Chiesa di Santa Maria alla Scala, da cui il nome del teatro. La chiesa fu abbattuta per far posto al teatro dopo che andò distrutto da un incendio il Teatro Ducale.
L'imperatrice Maria Teresa d'Austria incaricò l'architetto Giuseppe Piermarini il cui progetto si concretizzò nell'inaugurazione del 3 agosto 1778 con "L'Europa riconosciuta" di Salieri.
L'esterno è caratterizzato da uno stile neoclassico, dai modi sobri e misurati che ben si conciliano con la piazza. Gli interni sono sfarzosi e perfettamente rispecchianti lo stile e le tipologie del teatro all'italiana.


Foto tratta da hotelfive.it

Nel corso della sua storia subì diverse modifiche ed arrangiamenti, fino al 1943 quando la popolazione civile di Milano, così come quella di altre città italiane ed europee, fu devastata dal vigliacco attacco aereo perpetrato dalla vile marmaglia di soldati tedeschi. Il teatro, distrutto, venne però ricostruito velocemente e nuovamente inaugurato l'11 maggio 1946 con un concerto di Arturo Toscanini.
Nel 1955 viene affiancata al teatro principale un'unità di dimensioni ridotte, la Piccola Scala, riservato a recite dotate di minore allestimento scenico.
Tra il 2002 e il 2004, il teatro venne sottoposto ad una radicale opera di ristrutturazione e momentaneamente le sue produzioni furono accolte dal Teatro degli Arcimboldi. In particolare, il restauro dei palchi ha portato al recupero di velluti e passamanerie e alla riscoperta degli originari pavimenti in cotto, mentre ex -novo è la nuova pavimentazione in legno del teatro basata su concetti all'avanguardia soprattutto in relazione all'acustica della sala così come già sperimentato nel Teatro Liceu di Barcellona.
Per il resto il restauro è stato di tipo conservativo ma senza tralasciare elementi di modernità, come i dipslay, di cui ogni poltrona è stata dotata, grazie ai quali è possibile seguire il testo dell'opera lirica rappresentata.
Il palcoscenico è ora uno dei più grandi d'italia, la torre scenica misura 35 metri in lunghezza, 18 in profondità e 38 in altezza.
Vi è una nuova struttura dedicata ad uffici, camerini e sale prova chiamata "Ellissi" che s'innalza per cinque piani accanto alla torre.
Paisiello, Cimarosa, Rossini, Donizetti, Strauss, Verdi, Bellini, Puccini, Wagner, giusto per citare alcuni grandi compositori le cui prime, nel corso della storia, hanno consacrato il Teatro alla Scala grazie alle interpretazioni dei migliori artisti del momento.

Nel 1813 fu istituita la Scuola di Ballo e nel 1946 la Scuola di Perfezionamento per cantanti. Oggi il teatro vanta l'Accademia d'Arti e Mestieri dello Spettacolo.

Dal 1913 ospita il Museo Teatrale della Scala, annesso al ridotto. Fondato sull'acquisto delle collezioni dell'antiquario parigino Jules Sambon: oggetti, documenti, partiture, cartelloni, scenografie, strumenti, quadri, ritratti, e una biblioteca specialistica. Vi è un'intera sezione dedicata a Giuseppe Verdi.

Nel sito ufficiale di facile consultazione http://www.teatroallascala.org potete trovare tutte le informazioni relative agli spettacoli. Vi è anche una pagina dedicata al museo e alle visite sia al teatro che al museo stesso.



Piazza della Scala

foto tratta da europa.gratis.es

La Piazza della Scala deve il suo nome alla Chiesa di Santa Maria della Scala, che fu eretta nel 1381 per volontà di Regina della Scala, moglie di Bernabò Visconti. Questa chiesa venne poi demolita per lasciare posto al Teatro alla Scala (1776-1778) che diventò uno dei più celebrati teatri del mondo. Il Teatro alla Scala impone dunque la sua facciata neoclassica all'estetica di questa piazza nella quale affluisce la Galleria Vittorio Emanuele II che la unisce a Piazza del duomo e della quale ne garantisce continuità in merito a sobrietà ed eleganza.
Su di essa, di fronte al teatro, si affaccia Palazzo Marino, costruito nel 1557 da Galeazzo Alessi ed oggi ospitante il Municipio di Milano. In una delle sue stanze nacque Marianna de Leyva, nipote del Marino, dalla quale pare si lasciò ispirare Alessandro Manzoni nel delineare la figura della Monaca di Monza nei Promessi Sposi.
Accanto allo sbocco della Galleria Vittorio Emanuele, venne eretto nel 1886 dall'architetto Luca Beltrami il Palazzo Beltrami (sede della Ragioneria Comunale di Milano, ex sede della Banca Commerciale) e del Nuovo Palazzo della Banca Commerciale (1923-1927). Oltre a queste opere ristrutturò la facciata del Palazzo Marino contribuendo, nel complesso, a ridisegnare la piazza.
Al centro si erge il Monumento a Leonardo da Vinci detto "Il Litro e i Quattro Quartini". Tale nome è dovuto alla presenza, ai lati del basamento, delle figure dei quattro più importanti allievi di Leonardo: Marco D'Oggiono, Andrea Salario, Cesare De Sesto e Boltraffio. I formelli laterali che sorreggono gli allievi rappresentano importanti scene della vita di Leonardo. Fu realizzato da Pietro Magni che lo completò in tredici anni (1859-1872).